8 Dicembre 2018 - Ignazio Caddeo

Roberto Zanda presenta il suo libro “La vita oltre. Una storia vera di coraggio e rinascita”

Noto come Massiccione l´atleta ha subito un grave danno agli arti

CAGLIARI - Presso la sala del Circolo Unificato del Comando Militare Esercito Sardegna di Cagliari, si è tenuta la prima presentazione del libro La vita oltre - Una storia vera di coraggio e rinascita di Roberto Zanda (Baldini+Castoldi, pag. 272 - Euro 17), alla presenza del Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna Generale Giovanni Domenico Pintus, del responsabile marketing Officina Ortopedica Maria Adelaide Roberto Ariagno, e della project manager e motivational coach Angela Tomaino. In dialogo con il coautore Salvatore Vitellino, l’ultramaratoneta sardo sessantenne, detto «Massiccione» per la sua tempra, ha ripercorso i tragici eventi della gara e portato la sua personalissima testimonianza di coraggio e resilienza. La Yukon Arctic Ultra, una corsa di 480 chilometri tra le nevi canadesi, è conosciuta come una delle gare più dure al mondo per le temperature polari che si raggiungono: fino a 50 gradi sottozero. Zanda, noto per le gare no stop nei deserti, la affronta con una determinazione tale da piazzarsi secondo in classifica, ma per un malaugurato incidente si perde nella foresta ghiacciata e rischia la morte per ipotermia. Sopravvive da solo, camminando a mani e piedi nudi per una notte e un giorno fino alla salvezza. Ma al rientro in Italia dovranno amputargli le gambe, la mano destra e parte della sinistra. 

Oggi, con le sue protesi ipertecnologiche, il nuovo Zanda è già intenzionato a ritornare sui sentieri dell’avventura, e ad aprile 2019 progetta di correre nel deserto della Namibia.  Grazie a Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino, infatti, "Massiccione" può disporre di protesi dotate della massima tecnologia disponibile oggi sul mercato.  Come ha spiegato nel corso dell’evento il dottor Roberto Ariagno, responsabile marketing Officina Ortopedica Maria Adelaide, agli arti inferiori sono state applicate delle protesi in carbonio superleggere con dei piedi a recupero di energia, mentre al posto della mano destra Roberto ne usa una bionica in titanio multiarticolata a controllo mioelettrico, con la quale può compiere più di 30 prese differenti. Ma l’esempio di vita di Zanda va oltre la gara e lo sport, e, come ha raccontato la project manager e motivational coach dottoressa Angela Tomaino, si tradurrà nei prossimi giorni e mesi in un progetto che prende il nome proprio dal libro, La vita oltre. Insieme a Roberto Zanda gireranno la Sardegna per condividere la sua esperienza in corsi motivazionali. Saranno portati come esempio di resilienza il suo coraggio e la sua tenacia, sono anche derivanti da un imprinting frutto di una caratterizzazione militare acquisita durante il servizio prestato nell’Esercito Italiano e, in particolare nella Brigata Paracadutisti FOLGORE valori che, come sottolineato dal Comandante Generale Giovanni Domenico Pintus, hanno portato il Comando Militare Esercito Sardegna a sostenere sempre "Massiccione" nelle sue imprese.