2 Dicembre 2019 - Ignazio Caddeo

Olbia, contro il Monza disfatta totale annunciata: Per Brevi compito arduo

Il neo tecnico dovrà lavorare sodo Lavorare sull’aspetto mentale. anche ieri al primo gol subito la squadra si è sfaldata

OLBIA - Al Bruno Nespoli il Monza mette la quinta verso una promozione in B quasi certa. I Galluresi escono con le ossa rotte e morale sotto i tacchi con il penultimo posto in graduatoria. Finisce 0-3. Una doppietta e partita da applausi di Chiricó. Il primo goal con un gran tiro di sinistro; il secondo invece direttamente da calcio di punizione. Ed il 3-0 propiziato da una punizione di quest’ultimo dove Scaglia in anticipo sui difensori trafigge il bersagliato Crosta. Che nonostante tutto evita lo 0-4 su Gliozzi ; ed il palo colpito da Marchi.Olbia, eccetto i primi 20 minuti del match (più di cuore che gioco).Mostra di poter reggere la contesa. Ma dal 30’resta spesso in balia dell’avversario senza un minimo di reazione e dignità. Squadra impaurita, con gravi condizioni mentali e soprattutto mancanza di una manovra, in grado sia di difendersi, ma soprattutto di attaccare e pungere gli avversari. Certamente il Monza è una corazzata,( presenti sia Galliani, Braida, che il patron Berlusconi quest’oggi al Nespoli.) Hanno certamente creato un bel giocattolo per la risalita fra i cadetti. Ma è proprio in queste partite che bisogna dare il 120% proprio come annunciato da Brevi alla vigilia. Tanti, troppi, schiaffi che peggiorano ulteriormente sia classifica ( penultimi con soli 11 punti) che autostima. Pochissimi palloni giocabili per le punte, ed un Andrea Cocco ( ancora lontano dalla migliore condizione) mai servito dai compagni. Anche i tantissimi falli e i troppi cartellini mostrano nervosismo ed una gara che non ha avuto sussulti per i bianchi.

C’è tanto da lavorare per Mister Brevi una situazione precaria. Lavorare sull’aspetto mentale è fondamentale. Al primo goal subito la squadra si sfalda, non riuscendo ad imporre un’impronta alle partite. La gioventù, non può; e non deve essere lasciata sola. Occorre sangue, ardore, determinazione e soprattutto consapevolezza che buttandosi sul pallone prima del tuo avversario con sacrificio puoi anche sopperire alle gravi lacune di organico. Ad oggi possiamo fare tutte le riflessioni possibili. Ma secondo il sottoscritto manca il cosiddetto filtro a centrocampo. Uno che sappia dare manforte, carisma senso tattico, che ad oggi latita in ogni singolo reparto. Occorre un mental coach, che sappia liberare la squadra dalla paura, ed anche acquisti idonei alla categoria. Altrimenti la barca affonda quando prima. Ma che gli avversari abbiano il tappeto rosso ancor prima di cominciare non è un bello spettacolo, per dirigenza, tifosi e autostima dei giocatori. È necessario correre ai ripari il prima possibile, anche perché le dirette avversarie non stanno certamente a guardare.

MARCO LOCCI