4 Dicembre 2017 - Redazione Isola24Sport

Cagliari, un pareggio dopo tanti mesi che muove la classifica, ma l´amaro in bocca per i due punti lasciati a Bologna resta

CAGLIARI - Avessero pronosticato un pareggio a Bologna prima della gara, sarebbe stato ben accetto dalla controparte, con firma apposta in calce. Contro una formazione, come quella felsinea, in periodo di particolare vena, che aveva addirittura travolto la Sampdoria non più tardi di una settimana fa. Da notare che è il primo pareggio del Cagliari in questo campionato. Non vi era spartizione dei punti in una gara dei rossoblù dal 19 marzo di quest'anno in casa (era ancora il Sant'Elia) con la Lazio e Massimo Rastelli in panchina. Si è registrata una serie di 23 gare senza il segno "X". Davvero una stranezza. La classifica, in pratica, non ha subìto scossoni. La distanza con la terz'ultima piazza si è leggermente dilatata a favore: ora sono sei i punti sulla coppia Genoa-Spal, in attesa del confronto di Verona, che stasera vedrà impegnata l'Hellas proprio contro il Grifone. Le lunghezze di vantaggio,  appunto sulla terz'ultima, in un modo o nell'altro resteranno sempre sei. Diego Lopez a Bologna ha disegnato una squadra equilibrata, con un canovaccio tattico positivo. Equilibrio tra i reparti e prontezza nel proporre le ripartenze. In una di queste Joao Pedro ha colpito, realizzando la quattordicesima rete del Cagliari in stagione e la sua  quinta personale in campionato (in tutto sono sei, considerata quella in Coppa Italia contro il Palermo in pieno agosto). La partita del Dall'Ara" con il Bologna era attesa come una sorta di riscatto.  L'eliminazione dalla Coppa ha lasciato tanto amaro in bocca e si è  materializzata al cospetto del Pordenone, formazione di serie C.  Sicuramente più salutare concentrarsi sul campionato. Lopez, alla vigilia, ha sfogliato la margherita: fortunatamente l'infermeria si è svuotata (Crosta e Giannetti gli unici indisponibili, ma che hanno poca valenza nell'economia del complesso) e c'è stato, prima di partire per l'Emilia, un "virtuale" imbarazzo nella scelta degli uomini. Modulo bloccato con i 5 in mezzo, che erano i soliti noti, mentre in difesa Pisacane è stato utilizzato solo per un problema accusato da Andreolli  in riscaldamento. Diego Lopez era un ex: nella stagione 2014-15 venne esonerato quando mancavano tre gare ai "play-off" per salire in A ed offrì in un piatto d'argento la promozione a Delio Rossi, che guidò la squadra per poche partite.

Un'onta difficile da digerire, nella prima esperienza da "capo-allenatore" fuori dalla Sardegna, che comunque è servita al mister per sviluppare il proprio grado di maturazione. Le individualità nel Cagliari non mancano. I giovani Romagna e Barella inanellano prestazioni di livello. Una sull'altra. Peccato che il centrocampista sia stato ammonito per un fallo su Pulgar: era diffidato e dunque il Giudice Sportivo lo appiederà per un turno e Lopez dovrà ricercare il sostituto per il confronto di sabato prossimo, alla "Sardegna Arena" contro la Sampdoria di un altro ex, Marco Giampaolo. Ed è la prima di una serie di gare scorbutiche, contro formazioni rognose.  Dopo la Sampdoria ci sarà la trasferta in casa della Roma, quindi la  Fiorentina scenderà in Sardegna non certo per fare una passeggiata e, per finire, il 30 dicembre il Cagliari dovrà andare a Bergamo in casa  dell'Atalanta. Un itinerario non male. Per poi cominciare il girone di  ritorno con Juventus e Milan in casa. Insomma, Lopez dovrà lavorare di fino per riuscire a far punti. La sua squadra appare un'incompiuta. La sconfitta patita con Pordenone in Coppa Italia ha evidenziato una differenza di valori tra i titolari e coloro che invece domenicalmente scaldano la panchina e vengono utilizzati per "spezzoni". Urge un immediato ritorno sul mercato a gennaio per tappare le falle. Dopo questo ciclo terribile, che terminerà a metà gennaio 2018 si potranno  fare valutazioni più consone. Sicuramente si avrà un'idea di quello che  potrà essere il cammino del Cagliari in stagione. Per adesso il bottino  racimolato non è assolutamente da trascurare. La formazione rossoblù  deve tuttavia cambiar marcia e provare a fare un salto di qualità che possa proiettarla lontano dalla "zona rossa". Provando a dirimere quelle  che sono le matasse tattiche, vedi una certa qual inconsistenza in entrambe le fasce, ma pure l'anoressia di alcuni attaccanti. Vedi Sau, ma anche Pavoletti, che a Bologna si è "nascosto" nell'area avversaria.  Per non parlare di Farias, eterno incompreso, con poco "feeling" con la porta. Se gli attaccanti dovessero sbloccarsi, per il Cagliari non sarebbe escluso un crescendo rossiniano.

SERGIO DEMURU