11 Febbraio 2019 - Ignazio Caddeo

Dinamo, Vincenzo Espoito si dimette da tecnico dopo il brutto ko di Torino

Caos a pochi giorni dalla Final Eight di Coppa Italia a Firenze

SASSARI - "La Dinamo Banco di Sardegna comunica che nella giornata di oggi, per ragioni personali e indipendenti dal progetto sportivo, Vincenzo Esposito ha dato le dimissioni dalla guida tecnica della squadra. A malincuore e con grande dispiacere il Club ha accettato la decisione del tecnico biancoblu e nel ringraziarlo per il lavoro svolto con grande serietà e impegno lo saluta augurandogli il meglio con l'auspicio che in futuro le strade possano reincrociarsi". questa la nota della società in merito al dividersi con il suo allenatore. purtroppo lLa terza sconfitta consecutiva riporta la Dinamo ai margini della zona play off ma soprattutto va a disfare un bel lavoro di risalita che la stessa squadra isolana aveva fatto per arrivare alle soglie del quarto posto della Lega Basket. Nessuno dimentica che questo nuovo passaggio a vuoto è principalmente figlio di circostanze esterne al lavoro fatto da coach Esposito ed ai suoi ragazzi, considerate assenze importanti, infortuni e squadra da assemblare. Di sicuro la battuta d'arresto con Torino, netta e senza attenuanti, offre nuovi spunti per una critica che va aldilà delle difficoltà di organico pure evidenti. Al Palavela la Dinamo si è presentata improvvisamente... quasi al completo,con Smith e Mcgee sul parquet e non fuori causa come assicurato fino a pochi minuti dalla palla a due. Una strategia che non ha scombussolato i piani della Fiat che fin dalle prime battute ha schiacciato la Dinamo in tutte le zone del campo ed ha fatto il bello ed il cattivo tempo. Il risultato è stato che Torino ha fatto la migliore partita di questo campionato e Sassari ha mostrato vistose crepe in un gioco dove ognuno ha giocato in uno schema quasi personale. Impossibile vincere per un gruppo di giocatori che invece deve essere squadra, soprattutto al cospetto di una Fiat - è bene sottolinearlo - che ha trovato semplice bucare il canestro quanto centrare la vasca da bagno di casa propria. Una prestazione monstre  insomma.

Dove ha contribuito la Dinamo in questo spartito virtuoso e redditizio dei piemontesi? Intanto nell'approccio insufficiente alla gara : sotto il profilo della carica mentale, agonistica e con  una difesa sempre in ritardo nelle rotazioni, soprattutto nel perimetro. In tutto questo sfacelo, sempre a distanza di 19 e 16 punti, Sassari è riuscita a chiudere il primo tempo sotto per 57-46. Non una situazione ideale ma comunque recuperabile. E qui arriva il secondo momento in cui i biancoblu si sono fatti trovare impreparati : l'antiportivo (sommato ad un precedente tecnico) che priva Torino di Wilson e la conseguente possibilità di arrivare al - 8 da parte della Dinamo fallita in maniera incredibile. E questo - è bene sottolinearlo - nonostante le buone prove offerte dai rientranti Smith e Mcgee, uniche vere buone notizie di una giornata da dimenticare. Da quel momento in poi Torino è scappata definitivamente fino a quasi rendere il resto della gara una sorta di garbage time fino al 102-83 finale. Ora il campionato si ferma per far posto alla Coppa Italia. Anche quest'anno la final eight si disputerà al Mandela Forum di Firenze da giovedì 14 a domenica 17 febbraio. La Dinamo affronterà il suo quarto di finale venerdì 15 contro Venezia. La sfida è di quelle elettrizzanti perché i lagunari con Milano si presentano da favoriti nonostante le ultime partite di campionato un po' contraddittorie. Sassari dal canto suo rientra dopo un anno di assenza in una competizione che l'ha già vista tre volte in finale e per due volte vincitrice. È una competizione a sé e spesso sfugge ad ogni pronostico: per questo è ambita da tutti, specie da chi non ha certo i mezzi di Milano e Venezia. La Dinamo (con un nuovo allenatore) proverà a fare la guasta feste ma, attenzione, dovrà presentarsi al completo (manca ancora Dyshawne Pierre all'appello) ed in buona forma se vorrà dire la sua in una tre giorni intensa e fisicamente snervante.

MICHELE DETTORI