11 Marzo 2019 - Ignazio Caddeo

Dinamo, la sconfitta a Venezia non è tanto nel punteggio ma dalla zona play-off ora a rischio

Per risistemare una situazione difficile occorre ora mettere a segno una striscia di vittorie

SASSARI - Ora si che non si può più sbagliare. L'ennesima sconfitta, la quinta consecutiva nella Lega basket allontana pericolosamente la Dinamo dall'ottava posizione utile per entrare nei play off scudetto obiettivo dichiarato della società sassarese. Perdere con Venezia ci sta, si potrebbe obiettare. Il problema è che Sassari si è ridotta ad una posizione di classifica tale (11^) e ad un distacco (-4) che costringe a guardare le partite più proibitive con la necessità assoluta di far punti. È quello che non è certamente successo in laguna dove la Dinamo ha giocato ancora una volta a corrente alternata, sia sotto il profilo della concentrazione che sotto quello prettamente tecnico. In queste condizioni, praticamente le stesse che si erano verificate in Coppa Italia a Firenze (stesso avversario, diverso risultato) , recuperi e vittorie sono praticamente un'eccezione. È quello che è successo alla Dinamo mai in grado di giocare in maniera consistente di fronte ad una Umana Reyer che, per contro, ha dimostrato tutto il suo talento. Ciò che lascia più perplessi della condotta di Sassari è l'approccio mentale alla gara. Squadra molle, dura come già ribadito a lampi, aldilà di una chimica di squadra mai nata e che presenta diverse lacune tecniche. Partiamo dall'approccio mentale alla partita: con l'arrivo di Pozzecco, era la prima cosa che ci si augurava od addirittura si riteneva certa, vista la carica di adrenalina insita nel dna dell'ex play della nazionale. Per il momento non è stato così ed anche al Taliercio i buchi neri si sono ripresentati dalla prima palla a due ed un 0-12 pesante da sopportare. La Dinamo si è ancora una volta affidata alla sua capacità offensiva ed all'estro dei singoli per rimanere in partita, ma è stato evidente che alla fine per vincere ci voleva un guizzo in difesa che Sassari non è mai riaucita ad afferrare. Men che meno nel momento tipico dell'incontro con la sfida teoricamente ancora da giocare. L'altro è un problema squisitamente tecnico: Mcgee e Carter, pure buoni giocatori, ormai è chiaro sono tutto fuorché elementi in grado di dare quel quid vincente ad una gara, lo strappo utile. In questo la società non è stata per niente fortunata in sede di mercato. Sotto questo profilo la mancanza di Bamforth si sente oltre misura oltre che per il suo peso specifico anche perché con la sua assenza è sparito pure il grande apporto di Jack Cooley. Il centone americano, giustamente osannato nella prima parte della stagione, anche ieri si è presentato involuto, stanco ed incapace di incidere come sarebbe stato lecito attendersi. Se a tutto questo ci si aggiunge che Polonara è distante dal suo standard qualitativo, la sconfitta per 98-90 in quel di Venezia è perfino stretta.

Da cosa può ripartire Pozzecco? Dai play Smith e Spissu, più che positivi e dal rendimento comunque accettabile dei giocatori rimanenti. Ora, piuttosto, il problema è che la Dinamo deve tornare a vincere in campionato, e servirà una buona striscia vincente per risistemare le cose. Diversamente, l'obiettivo play off sarebbe utopico poterlo solo pensare raggiungibile. Già da oggi però si cambia capitolo e si pensa alla Coppa. Mercoledì 13 per la Fiba Europe Cup, i sassaresi sono attesi al ritorno degli ottavi contro gli olandesi del Leiden. Il +4 dell'andata è margine troppo stretto per pensare di gestire il risultato ed allora servirà una prova fisica e di spessore per passare il turno. Potrebbe bastare, per assurdo, anche la squadra vista a Venezia per chiudere i conti. A Pozzecco e i suoi ragazzi la decisione di proporre qualcosa di meglio, sotto tutti i profili.

MICHELE DETTORI