22 Febbraio 2019 - Ignazio Caddeo

Italbasket: il mondiale in Cina è tuo

La formazione azzurra batte 75-41 l´Ungheria e stacca il biglietto per i mondiali di agosto

ITALIA: L. Vitali* 4 (1/1, 0/1), Della Valle* 15 (1/3, 3/7), Gentile* 9 (4/9), Brooks* 5 (1/1, 1/2), Biligha* 8 (4/11), Abass 8 (1/7, 2/2), Aradori 11 (4/5/, 1/4), Cinciarini 2 (1/2, 0/1), Ricci 6 (0/4, 2/3), Pascolo 4 (2/5), Filloy 3 (1/1 da tre), Flaccadori. All.: Sacchetti

UNGHERIA: Varadi*, Benke* 14 (4/5, 2/2), Vojvoda* 15 (4/6, 1/4), Eilingsfeld* 4 (2/7, 0/1), Keller* 1 (0/7), Jones 2 (1/4, 0/5), Ferencz 3 (1/4 da tre), Perl 2 (1/5, 0/1), Juhos (0/1), Filipovity (0/2 da tre), Rujak, Somogyi. All.: Ivkovic

ARBITRI: Conde (Spa), Calatrava (Spes), Straube (Ger)

PARZIALI: 15-9, 19-6, 18-18, 23-8

NOTE: Tiri da due Ita 19/48, Ung 12/35; Tiri da tre Ita 10/21, Ung 4/19; Tiri liberi Ita 7/8, Ung 5/11. Rimbalzi Ita 50 (Brooks 8), Ung 31 (Eilingsfeld 6); Assist Ita 18 (L. Vitali 4), Ung 8 (Eilingsfeld 2). 
Fallo tecnico a Gentile e Keller al 5°
Spettatori: 5.000

VARESE (LOMBARDIA) - L'Italia c'è, l'Italia è in Cina. Stavolta è tutto vero. La nazionale azzurra allenata da Meo Sacchetti sfrutta il primo match point (in caso di sconfitta sarebbe stata decisiva la sfida del 25 febbraio a Klapeda contro la Lituania) e piazza la scaletta sull'aereo che a fine agosto la porterà in Cina per giocarsi i mondiali (dal 31 agosto al 15 settembre). Un appuntamento che l'italbasket ha centrato a 13 anni di distanza dall'ultima partecipazione (Giappone 2006). C'è voluta la rabbia agonistica di un gruppo che ha voluto fortemente arrivare fino in fondo e alla caparbietà di un tecnico qual'è Meo Sacchetti che questo gruppo lo ha plasmato a sua immagine e somiglianza. Tutti figli suoi. Tutti ragazzi che con lui hanno lottato, sofferto e gioito, proprio stasera nella "sua" Varese che nel lontano 1984 lo accolse e lo tenne fino al 1992 (ha giocato 232 partite realizzando in tutto 3026 punti), davanti al "suo" pubblico che ancora una volta si è stretta ad abbracciare il gigante di Altamura e gli azzurri tutti. Un'avventura iniziata, con un pizzico d'orgoglio, proprio a Cagliari il 1 agosto 2017, quanto, raccogliendo l'eredità di Ettore Messina, indossò in qualità di tecnico la maglia azzura (indossata anche da giocatore) promettendo al presidente Gianni Petrucci e, possiamo dire a tutta l'Italia del basket di arrivare fino in fondo...fino in Cina.  Quella ottenuta stasera è stata l'ottava vittoria in undici incontri nelle FIBA World Cup 2019 Qualifiers. Sfide mondiali iniziate a Torino contro la Romania a novembre del 2017 da un gruppo che, pur orfano dei suoi gioielli (Datome, Hackett, Belinelli, Melli e Gallinari per citarne qualcuno) ha sempre lavorato per raggiungere l'obiettivo qualificazione. Il Pala Lino Oldrini di Varese stasera non aveva posti liberi, del resto l'occasione era davvero unica, ovvero partecipare alla potenziale festa azzurra. Nessua rivalità tra gli spalti, gremiti all'inverosimile, nessun coro. Oggi i canti, le urla e gli incitamenti erano tutti per Alessandro Gentile e compagni. L'Ungheria non ha mai alzato la voce quasi ridicolizzata dalla determinazione messa in campo da parte degli azzurri che hanno lottato, fin dalle prime battute, con il coltello fra i denti senza mollare di un centimetro. A Varese c'è il pubblico delle grandi occasioni, ma anche la "politica" dello sport nazionale capitanato dal presidente del Coni Giovanni Malagò. 

L'Italia parte con il piede giusto trascinata in apertura dai canestri e dalle invenzioni del trio Gentile, Della Valle e Biligha. Dalle loro mani arrivano i punti che consentono alla compagine azzurra di allungare subito il passo portandosi sul 13-2. L'Ungheria è frastonata dai cori dei tifosi, ma sopratutto dal gioco degli italiani, tanto che fatica a trovare per almeno 5' la via del canestro. Il tecnico avversario Vojvoda prova a ribaltare le carte in tavola con l'obiettivo di cercare delle motivazioni da parte dei suoi giocatori. L'unica soluzione arriva dal duo Vojvoda e Jones. Dalle loro mani arrivano i canestri che in qualche modo avvicinano, ma senza incutere il benchè minimo terrore agli italiani, gli Ungheresi (15-9 alla prima sirena). I 5000 del palasport di Varese non smettono di incitare la squadra azzurra che ringrazia e con Aradori e Ricci si porta sul 24-13. L'Ungheria cerca di difendere ma anche di punzecchiare in attacco. Punture che non fanno certo male. Gli azzurri sono in palla e rispondono alle provocazioni avversarie  allungando ulteriormente, fino al 34-15 del riposo lungo. AL rientro in campo la concentrazione è massima e l'Italia non arreta di un centimetro. Anzi dalle mani di Gentile arriva la tripla che manda l'Italibasket sul 41-23 al 25'. La reazione ungherese è timida e porta ad un nulla di fatto. L'Italia invece vuole mettere la parola "fine" alla sfida. Punto dopo punto si allontana fino a ottenre il +24 (50-26) prima di regolarizzare il punteggio sul 52-33 delle terza sirena. E' il colpo del cappaò. L'Ungheria capisce di essere diventata carne da macello e cerca soprattutto di limitare i danni. Il resto è solo festa che diventa ufficiale al termine dei 40' quando tra gli appalusi del pubblico, tutto impiedi ad applaudire, arrivano in successione: il fischio finale, gli abbracci e i gavettoni nei confronti di coach Sacchetti. Lui come sempre ringrazia e fissa l'appuntamento all'estate quando comincierà  la lavorare con i ragazzi per un mondiale che dopo 13 anni vedrà il ritorno della maglia azzurra indossata da un gruppo che quella maglia finora l'ha onorata fino in fondo.  

MASSIMO MUSANTI (nostro inviato)