20 Dicembre 2018 - Ignazio Caddeo

Fiba Europe Cup. Incredibile Dinamo: Dottor Jekill e Mr.Hide anche durante una partita

SASSARI - Dopo questa batosta verrà difficile a tutti commentare di questa stranissima squadra: la Dinamo. Una squadra capace di farsi del male da sola in una serata che per tre quarti l'aveva vista giocare, per contro, una grande partita. Forse la migliore stagionale. Alla fine invece Sassari perde la partita contro Varese per 87-90 dilapidando un vantaggio che ad un certo punto aveva raggiunto persino le 23 lunghezze di differenza. Un harakiri totale che non può avere giustificazioni. Non può averle il coach Esposito che, al pari dei propri giocatori, non ha saputo fermare l'emorragia di punti subiti e soprattutto non è riuscito ad invertire la tendenza di una squadra che è uscita clamorosamente dalla partita dal 28°in poi. Varese, un'ottima squadra vale la pena sottolinearlo, ne ha approfittato prontamente ed ha cominciato a bombardare da tutte le parti una Dinamo improvvisamente in balia degli eventi. Risultato? Varese ha vinto e balza in vetta al girone di Fiba Europe Cup, dopo due gare del second Round. Un vero peccato perché Sassari ha mostrato tutto il campionario di ciò che deve e può fare da ciò che non deve e non può permettersi di fare. Per tre quarti squadra equilibrata, dura in difesa e forte in attacco per poi perdere la trebisonda e farsi prendere da una paura ingiustificata. A tutto questo va aggiunta l'espulsione di Jack Cooley - fino a quel momento come sempre importante - per somma di antisportivo e tecnico. Da quel momento in poi, Varese già incoraggiata da una difesa a braccia abbassate di Sassari, è entrata come il burro pure nell'area colorata dove altrimenti aveva sofferto tremendamente. Ci sono tante cose che lasciano pensare della partita della Dinamo : la più grave è quella della concentrazione, perché solo così si può spiegare una partita dominata poi improvvisamente rimessa in discussione e alla fine persa. Nonostante tutto, il successo era lì ancora alla portata di mano anche in chiusura, ma due giocatori di esperienza come Smith e Bamforth l'hanno letteralmente cestinato perdendo due sanguinosissimi palloni. Insomma,  da una giornata che poteva essere l'uscita definitiva dal buio si è caduti di nuovo in un burrone profondo. Sul piano dei singoli, continua il momento no di Terran Petteway. L'ala americana ha dimostrato ancora una volta di non riuscire a rendersi utile per il gruppo e per se stesso. La società, con il tecnico, dovranno fare una bella riflessione sull'opportunità di continuare con l'apporto dell'ex Pistoia o cercare altre soluzioni dal mercato. Quella vista ieri è di sicuro una squadra difficilmente inquadrabile.

La Dinamo sa essere dottor Jekill e Mr.Hide non solo nel corso delle gare finora giocate ma addirittura - come ieri - all'interno di un'unica partita. Sul piano degli obiettivi, è giusto rammentarlo, la sconfitta con Varese non intacca le possibilità della Dinamo di passare il turno. Così come, se si fa davvero quadrato, il campionato italiano è tutto da giocare ed aperto a qualsiasi soluzione. Solo in seno a società e squadra si può sapere il male oscuro che impedisce alla Dinamo di rivelarsi definitivamente per il potenziale che ha e che finora è rimasto sulla carta. Il prossimo fine settimana si gioca ad Avellino, sul parquet di una delle squadre più forti della Lega Basket e Sassari non può più permettersi altri passi falsi. Serve un successo rigenerante, per il morale e per la classifica. Diversamente, la Dinamo dovrebbe iniziare a guardarsi seriamente alle spalle e riporre sogni da final eight. Nel frattempo c'è qualche allenamento per riannodare i fili di un discorso tecnico che fino al 28' di ieri sembravano presentare la parte positiva del bipolarismo Dinamo. Sardara ed Esposito avranno un compito straordinario in questi giorni.