11 Aprile 2019 - Ignazio Caddeo

Europe Cup. Per la Dinamo la porta della finale è spalancata, ma serve un ultimo passo

Il successo in Israele certifica ancora di più il salto di qualità dei ragazzi di Pozzecco

SASSARI - Battere il ferro finché è caldo. È la missione della Dinamo Banco di Sardegna che sa di non poter disperdere il valore della vittoria, almeno fino a quando entusiasmo ed energia accompagneranno la sua azione. Così, la banda Poz è andata ad espugnare pure Holon, in Israele, nell'andata delle semifinali di Fiba Europe Cup per 89-94 al termine di una gara diversa da quelle portate a casa negli ultimi tempi. Sono ora otto i risultati utili consecutivi per Sassari, sette vittorie ed un pareggio in una marcia impetuosa che non si vedeva da tanto tempo. La Dinamo oggi è una squadra matura, capace di accelerare i ritmi come di allentarli a seconda degli avversari di turno. Per vincere alla Holon Toto Arena è stato sufficiente mantenersi in scia alla squadra avversaria, mantenere la concentrazione e piazzare la zampata decisiva nell'ultima quarto con Spissu, Polonara e Thomas. Il volto della Dinamo oggi è il volto felice di tutti questi giocatori che a turno cavalcano i momenti di una partita o dentro una partita. Ogni sfida ha il proprio protagonista e dentro ciascuna di queste tutti portano il proprio mattoncino. A Milano, nello splendido exploit del Mediolanum Forum, è stato Jack Cooley il mattatore assoluto della serata; ieri in Israele Spissu e Thomas hanno trascinato la squadra al successo. Il play sassarese mettendo la sua firma particolarmente nell'ultimo periodo dell'incontro, mentre Thomas lo ha fatto per tutto il corso della gara con 21 punti, 6 rimbalzi e 4 assist. Il coach artefice di questo piccolo miracolo è Gianmarco Pozzecco, che non ha caso Sardara si è affrettato a firmare per i prossimi anni insieme al suo staff. Il Poz è riuscito a restituire la fiducia necessaria ad un gruppo lacerato dalle dimissioni di Vincenzo Esposito e dalla ricostruzione tecnica dopo l'infortunio di Bamforth e gli inserimenti di Mcgee e Carter. Oggi la squadra è un monolite di difesa, tecnica e talento.

Pozzecco è il suo guardiano dal volto sorridente, positivo ed anche capace di trasmettere la voglia di difendere ad una squadra, di base, buona solo ad attaccare. I risultati ora premiano un lavoro che però non può concedersi una sola sosta. In Fiba Europe Cup la Dinamo è ad un passo da una finale prestigiosa. Sarebbe un'altra pagina storica per Sassari e la Sardegna del basket. Per rifinire il capolavoro c'è ancora la partita di ritorno mercoledì prossimo al PalaSerradimigni, ma la Dinamo sa già dove colpire gli israeliani. Nel frattempo c'è da combattere sul fronte domestico dove Trieste nel posticipo dell'ultimo turno è andata ad espugnare il PaladelMauro di Avellino. E proprio contro gli irpini la Dinamo avrà un altra finale per riagganciare la zona play off, questa volta con la possibilità concreta di entrarci in caso di successo. Domenica alle 12 i sassaresi sono attesi ad un altro grande sforzo: vincere su Avellino garantirebbe l'aggancio ai lupi a 28 punti; farlo con almeno nove punti di vantaggio vorrebbe dire garantirsi pure il vantaggio negli scontri diretti. I campani, dopo l'ultima battuta d'arresto interna, hanno esonerato coach Vucinic ed affidato la squadra a Maffezzoli (ex Sassari) ma hanno tanto talento che non si possono fare troppi calcoli. La Dinamo deve solo combattere la stanchezza. Oggi, rientro in Sardegna dalla trasferta ad Holon, domani già in palestra per preparare l'assalto ad Avellino.

MICHELE DETTORI