19 Gennaio 2017 - Redazione Isola24Sport

Esordio in precarie condizioni fisiche per Carlo Rossi con la nazionale maggiore

CAGLIARI - Lo hanno incitato via streaming con tanto ardore. Tifosi sardi e non solo si sono collegati in diretta per seguire gli esordi del conterraneo Carlo Rossi, a soli quindici anni alle prese con la maglia azzurra della nazionale maggiore, in Ungheria. Come suo solito il marcozziano, seppur con la febbre, si è comunque speso davanti ad avversari che hanno lasciato il segno nella disciplina. In particolar modo nella sua seconda uscita del torneo singolare assoluto, contro il serbo Aleksandar Karakasevic, classe 1975 che in passato, grazie ad un rovescio devastante, ha dato filo da torcere ai maggiori specialisti della disciplina. E Carlo, nonostante tutto, si è tolto la soddisfazione di strappargli il secondo set. Nella prima assoluta, il quartese aveva perso 4-2 contro lo slovacco Alexander Valuch oltre 150 posizioni avanti rispetto a lui.  "Tutto sommato non ho sentito eccessivamente la pressione per avere vestito questo tipo di maglia – commenta Carlo Rossi – e credo che le tensioni salirebbero se giocassi una gara a squadre durante i Mondiali o gli Europei. Nelle gare individuali, come quelle di ieri a Budapest, pensi solo ad esprimerti al meglio, diciamo che è una lotta con te stesso e non pensi alla Nazionale. Per me è così. Quindi mi è sembrato tutto normale, semplicemente una tappa importante per diventare sempre più un giocatore di tennistavolo".

Impressioni sulle gare? "Battere Karakasevic sarebbe stato un miracolo. Purtroppo non ce l’ho messa tutta a causa delle mie condizioni di salute, già precarie in precedenza, quando ho affrontato Valuch. Avendo lavorato quasi esclusivamente sulla tecnica, ho qualcosa da recriminare perché ho tralasciato più del dovuto il fattore partita.  Comunque sto iniziando a capire quale tipo di gioco devo impostare in queste circostanze. Per esempio essere sempre molto aggressivo".