11 Settembre 2017 - Redazione Isola24Sport

Per Aru settimana decisiva: via dalla Astana per la UAE o la Trek-Segafredo per dopo Contador

CAGLIARI – Nonostante un 2017 difficile Fabio Aru ha almeno due contendenti a farsi battaglia per averlo per le prossime tre stagioni. Sarà un settimana importante il villacidrese, che può vantare due giorni in maglia gialla al ‘Tour’ e un ottimo quinto posto finale, il titolo italiano vinto a Ivrea, ma anche una crisi importante (oltre ad un infortunio che gli ha impedito di correre il Giro d’Italia la via dalla sua Sardegna a maggio) alla Vuelta a Espana, che lo ha visto crollare all’Angliru, sabato.Ma non tutta è stata colpa di Aru la stagione non brillante. Inutile girarci intorno. Al Tour de France sono emersi i limiti della sua formazione che ha peccato non poco nella gestione (a dir poco discutibile) discutibile del team, che ha accentuato anche la decisione dello scalatore isolano di posticipare il rinnovo del contratto. Complicato ricucire lo strappo, anche perché lo stesso Aru punta a esperienze diverse. Come quella di far parte dal 1 gennaio, e almeno per tre stagioni, del team UAE Emirates, squadra sorta neanche un anno fa dalle ceneri dell’ex Lampre, che può contare su una base italiana, ben rappresentata dal campione del mondo a Godwood nel 1982, Beppe Saronni, attuale team manager. Dopo il primo anno, per cosi dire di rodaggio,ora si punta al salto di qualità, allestendo una squadra di primo piano, capace di competere per la vittoria di un Grande Giro, emulando l’altro team "arabo", la Bahrain Merida di Vincenzo Nibali. Ed il roster su cui partire per la costruzione di una super formazione è già valido. Ovviamente sarebbe necessario scontare una prima stagione di transizione prima di contare su una UAE Emirates veramente competitiva in ogni ambito.

Ma chi non vuol molare fino alla fine di avere Fabio Aru, è certamente Gualtiero Zanetti, gran patron della Segafredo, che nella Trek ha investito qualcosa come 20 milioni di euro, assolutamente non pochi per il ciclismo. Col ritiro di Alberto Contador, avvenuto ieri sera a Madrid al termine della Vuelta di Spagna, la scelta per la sua successione è ricaduta sul sardo ventisettenne. La Trek-Segafredo può inoltre contare sulla presenza in ammiraglia di un grande team manager come Luca Guercilena e su un roster ben strutturato. Inoltre Aru è probabilmente il corridore dalle caratteristiche più simili a Contador. Va fortissimo in salita, sa tentare gli attacchi dalla distanza. Non è sempre impeccabile nella gestione della corsa ed a cronometro non è velocissimo, come lo spagnolo, ma ha anche margini di miglioramento. Vincere con la maglia dell’ultima squadra del ‘Pistoler’o, con un marchio prestigioso come Trek-Segafredo, avrebbe un sapore decisamente diverso e probabilmente potrebbe dare la svolta definitiva alla carriera del villacidrese, talento indiscusso, ma forse ancora non totalmente espressosi in tutta la sua grandezza.