7 Ottobre 2019 - Ignazio Caddeo

Il ritorno del Giro di sardegna l´anno prossimo? Difficile ma non impossibile

E´ corsa contro il tempo: serve un segnale dalla Regione per mettere in atto la macchina organizzativa

CAGLIARI - L'operazione Giro di Sardegna 2020 è in atto. Ma i margini di errore sono minimi. Infatti, secondo quanto riportato nei giorni scorsi da L’Unione Sarda, prima di diventare una corsa a tappe che manca da nove anni, sarà una lotta contro il tempo.. Le possibilità di riportare in calendario la corsa che per 29 edizioni (spalmate tra il 1958 e il 2011) ha visto protagonisti i più celebri corridori del panorama internazionale (da Rik Van Looy, tre volte vincitore e terzo nella prima edizione, a Peter Sagan) però ci sono tutte. Dal presidente della Regione, Christian Solinas, e dall'assessore al Turismo Gianni Chessa si attende la prima mossa. Alle intenzioni ribadite anche nell'incontro di martedì scorso in viale Trieste, al quale hanno partecipato gli organizzatori in pectore della corsa, ricorda il giornale, devono seguire i fatti. Serve la copertura finanziaria: un investimento che, per tre edizioni, potrebbe essere all'incirca la metà di quello stanziato nel 2017 per le tre tappe iniziali del Giro d'Italia (allora circa 4,5 milioni di euro). Soprattutto, serve che la decisione arrivi in poche settimane.

Gli ostacoli da superare non mancano e, soprattutto, non sono pochi. Il primo è rappresentato da un calendario pieno zeppo di corse, tra quelle del World Tour e quelle dei circuiti continentali, nel quale sarebbe quasi impossibile inserirsi. Di sicuro non per il 2020. Per aggirare il problema, si potrebbero prendere le date della Settimana Internazionale di Coppi & Bartali, in programma in Emilia Romagna nell'ultima settimana di marzo (24-28). In pratica, la Sardegna si riprenderebbe le date cedute nel 1998, quando Gino Mameli dovette rinunciare a organizzare il Giro per mancanza di fondi.