13 Settembre 2017 - Redazione Isola24Sport

Fabio Aru: “Vuelta difficile, ma nonostante fossi stanco volevo arrivare a Madrid”

MILANO – Fabio Aru ha portato a termine domenica a Madrid, una ‘Vuelta a España 2017’ davvero difficile e faticosa.  Il villacidrese  ha lottato ma ha ceduto alla distanza, concludendo la corsa a tappe spagnola al tredicesimo posto con un distacco di oltre 21’ da Froome. "La doppietta con il Tour è durissima e stressante - afferma a La Gazzetta dello Sport – Nel 2015 avevo fatto prima il Giro e poi la Vuelta, e posso dire che non ci sono paragoni. Complimenti a Froome che ha fatto un’impresa davvero eccezionale e a Vincenzo che ha centrato un secondo posto di grande valore. Per quanto mi riguarda l’importante è la professionalità nei confronti della squadra e di tutti i tifosi,quindi portare a termine il lavoro,non solo perché sono pagato per questo. Sono stato molto contento della vittoria dell’Astana nella classifica a squadre, e senza di me non ci sarebbe stata. Tutti, ovviamente nel team, ci tenevano molto. L’avevamo vinta soltanto al Giro 2015, quando arrivai secondo alle spalle di Contador. Preferisco chiudere la stagione manifestando gratitudine nei confronti di chi mi ha fatto passare professionista, di chi mi ha dato il pane. Da parte mia, pur non al 100% perché la Vuelta non era nei programmi, ci ho messo tanto impegno".

Lo scalatore di Villacidro, che ha ancora da correre quattro gare con l’attuale squadra, parla di questo 2019: "Una stagione complicata: al di là dei giorni di gara, credo 67, è stata stressante. Dovevo fare il Giro, la testa era lì, e poi mi sono fermato per la caduta quando non dovevo fermarmi, e poi sono ripartito, e poi il Tour. Per questo ci tenevo a onorare questa Vuelta. L’ho finita che ero veramente stanco. È stato importante arrivare a Madrid anche per capire come reagiva il corpo a fare due grandi giri a distanza così ravvicinata".